Scrivo di getto, male, così, le prime impressioni. Prima che svanisca del tutto.
Oggi ero nella mia stanza, disteso sul letto, a pensare del più e del meno. Ed eccola, arriva, quella stracazzo di sensazione inspiegabile che ogni tanto ti prende, quando gli gira, senza una particolare ragione. E ci stai anche un po' male, perchè vorresti condividerla con gli altri ma non puoi; le tue abilità espressive non arrivano a tanto, non possono spiegare questa cosa che ogni tanto ti entra nella mente e su cui vorresti chiarire.
Di primo acchito, come mi viene, la definirei come un "possente moto poetico", anche se mi rendo conto che è riduttivo. Utilizzare altri termini, al contrario, significherebbe spiegarsi in modo errato, sicchè lo struggimento che deriva da tale sensazione è indescrivibile.
E tutto per un cazzo di muro rosa che fa un riflesso strano quando viene accarezzato da qualche obliquo ed autunnale raggio di sole. Sì, a volte basta poco per incorrere in questo.
Cazzo, mi rendo conto che cercare di spiegarmi è difficile e finisco per fare casini. Detta così sembrerebbe semplicemente la descrizione di quello che provava Foscolo quando scriveva le sue poesie, ma ripeto, sarebbe riduttivo limitarsi a questo. E' una sensazione inquietante, inappagabile e rodente. Più la provi più non riesci a capacitarti di come uno stracazzo di muro della tua stanza possa portarti a questo, manco avessi osservato la più bella delle ragazze o il più incredibile e fantastico dei paesaggi dei tuoi sogni.
Tutto per un semplice muro e un semplice raggio di sole, capite, non è possibile che la poesia nasca solo da questo, tantochè non hai nemmeno lo stimolo di fare una poesia. Lo troveresti, come dire... patetico? Oltre che dannatamente riduttivo.
E' un po' il discorso della musa che avevo fatto sul mio vecchio blog, per chi lo avesse letto, ma moltiplicato all'ennesima potenza. Forse è qualcosa che con l'età va mutando, moltiplicandosi.
Lo so che sembra un discorso senza nè capo nè coda (alias sega mentale), eppure non so perchè mi è venuto lo stimolo di discuterne, per vedere se è una cosa che capita anche ad altri. Allora ho pensato: dove farlo se non sul Power Flower? Al peggio, passerò per un completo idiota.
Al di sopra degli stagni, al di sopra delle valli, delle montagne, dei boschi, delle nubi, dei mari, oltre il sole e l'etere, al di là dei confini delle sfere stellate,
spirito mio tu ti muovi con destrezza e, come un bravo nuotatore che si crogiola sulle onde, spartisci gaiamente, con maschio, indicibile piacere, le profonde immensità.
Fuggi lontano da questi miasmi pestiferi, va' a purificarti nell'aria superiore, bevi come un liquido puro e divino il fuoco chiaro che riempie gli spazi limpidi.
Felice chi, lasciatisi alle spalle gli affanni e i dolori che pesano con il loro carico sulla nebbiosa esistenza, può con ala vigorosa slanciarsi verso i campi luminosi e sereni;
colui i cui pensieri, come allodole, saettano liberamente verso il cielo del mattino; colui che vola sulla vita e comprende agevolmente il linguaggio dei fiori e delle cose mute.